UN LUGLIO FRAGILE – “Le Finestre di Orosia”

il manifesto
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Un luglio fragile

Susanna Cielo, 02.08.2014 ALIAS

Oro­sia è un cohou­sing di “crea­ture viventi”: umani, piante e ani­mali. Gli ani­mali sono arri­vati l’anno scorso , con il loro “pas­sa­porto” con tanto di nome e vaccinazioni.

Emy, Ely ed Evy , pecore nane, sono diverse nel colore del manto: nero, mar­rone, bianco. Razza bre­tone ori­gi­na­ria dell’isola d’Ouessant: la razza ovina più pic­cola al mondo. A Marzo è nato Ary,l’ agnellino.

Arzilla e Standme sono asine, mamma e figlia, di razza sarda. Quando è arri­vata qui, Arzilla era incinta . Quando 20 giorni fa nasce Zuzù, la noti­zia si dif­fonde veloce attra­verso cel­lu­lare tra tutti i coa­bi­tanti di Oro­sia, con la foto della pic­cola crea­tura dal pelo gri­gio, come nella migliore tra­di­zione degli asi­nelli sardi . All’imbrunire andiamo tutti insieme a vederlo .Zuzù è steso immo­bile, caduto dal casotto –cisterna sopra il quale spesso le pecore e l’agnellino vanno a gio­care. Lo tro­viamo morto.

Ci met­tiamo in cer­chio e arri­vano gli ani­mali. Le asine stanno in disparte. Il bosco, la vigna e noi stiamo in un silen­zio irreale, sotto un cielo plum­beo e umido che minac­cia pioggia.

Arzilla raglia per tutta la notte.Mi sem­bra di sen­tire il suo dolore, simile al nostro.

Vi sto scri­vendo que­sto da Rive, raduno degli eco­vil­laggi ita­liani (vedi www .eco vil laggi .it) , presso la comu­nità di Bagnaia in Toscaca, che com­pie 35 anni. Qui circa 700 per­sone, arri­vate da tutte le regioni, cam­peg­giano nella cam­pa­gna della comu­nità, in radure di prato cir­con­date dal bosco. L’ospitalità è stu­penda: com­post toi­let e docce per­fetti, sapone bio­lo­gico. Vie­tati droga e alcool. Cibo ottimo .

Da gio­vedì a Dome­nica si svol­gono Work­shops su temi “eco­lo­gici”: col­ti­vare la terra, ener­gia e costru­zioni “eco­so­ste­ni­bili”, vivere in comu­nità, spi­ri­tua­lità… Ven­gono pre­sen­tati gli eco­vil­laggi della rete Rive ed i nuovi pro­getti . E’ sor­pren­dente la diver­sità orga­niz­za­tiva ed eco­no­mica delle varie realtà: “comu­nità inten­zio­nali” da 6–10 per­sone fino a 600–100. Alcuni eco­vil­laggi sono più impo­stati sul lavoro della terra e l’autosostenibilità, altri sulla ricerca, altri su una vita molto fru­gale e spar­tana, nei boschi, senza ener­gia elettrica.

Ancor più sor­pren­dente qui il rispetto reci­proco per le diversità .

I bam­bini , nume­rosi, gio­cano tra loro ; c’è il labo­ra­to­rio per i ragazzi dai 14 ai 21 anni, il luogo attrez­zato per bimbi piccoli.

Al primo impatto si respira il clima “beat gene­ra­tion”; più che senso di ribel­lione c’è ope­ro­sità a pas­sione, cuore ed intel­li­genza col­let­tiva che“spera “ e lavora per un mondo migliore, che ama la terra e vuole pren­der­sene cura al meglio. Il titolo è ”fine­stre su un mondo pos­si­bile” e forse come dicono loro il futuro passa da lì.

Ritorno a Oro­sia che è sera .

Penso a Rive , a Zuzù ed alla fra­gi­lità che carat­te­rizza il nostro esi­stere. Fra­gi­lità che diventa, se accet­tata e non deni­grata , un valore etico e di civiltà che ci uni­sce e tra­sforma il mondo. Così le emo­zioni” fra­gili” di Rive come la gen­ti­lezza, la gioia,la mitezza, l’attenzione per l’altro, se rico­no­sciute e per­se­guite, cam­biano le rela­zioni inter­per­so­nali e con l’ambiente, creano un clima di acco­glienza e diven­tano un valore di pace. Così le con­di­zioni “fra­gili”, come quella di Zuzù, di tutte le crea­ture pic­cole, degli anziani, dei malati, dei poveri, degli emar­gi­nati, dei migranti, se accolte e pro­tette, diven­tano il valore di una comu­nità che “si prende cura” .

Anche la spe­ranza è un sen­ti­mento fra­gile che, col­ti­vato, diventa la forza che porta lo sguardo oltre, che ci rimette con­ti­nua­mente in gioco. Diventa, come scrive S.Weil, “L’essenza estrema del coraggio”.

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