TORNEO DI COUNTRY – VOLLEY

18 giugno 2016 – Casa Magnolia – Bollengo

copertina

3° TORNEO DI  COUNTRY OROSIA

Ricordiamo il VOLANO, CROQUET e quest’anno VOLLEY per incontrarsi e salutarsi per l’Estate e per non perdere la memoria del giocare insieme.

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IL PROGETTO OROSIA è insieme un’azienda, un ‘associazione culturale, un cohousing.

Nasce in una casa sulla serra d’Ivrea, attuale sede dell’Associazione, dell’azienda e del cohousing: la casa di Orosia.

Il nome Orosia è dedicato alla chiesetta di Santa Orosia accanto alla casa al nome del vino Erbaluce prodotto dalla vigna dietro la casa.

Oro – sia dedicato all’’associazione culturale dentro la casa .

COHOUSING

Un gruppo di amici /che nei primi anni ‘80 decide di sperimentarsi nella convivenza  cercando modi di vivere alternativi al modello famigliare  ed alla metropoli.

Dopo modalità di convivenza diverse nel numero degli abitanti e nella tipologia (single, famiglia, coppia)e nelle modalità organizzative del quotidiano e dell’abitare.

Il percorso evolutivo del gruppo ha portato alla costituzione nella casa di un centro studi su relazioni e stili e progetti di vita e dal 2011 di un’ azienda agricola che produce vino.

AZIENDA OROSIA

Da anni nella vigna dietro la Casa viene raccolta uva e prodotto il vino.

Dal 2011 si è costutita L’azienda Agricola Orosia che produce QUANTITA’ NON INDUSTRIALI  di erbaluce Orosia (vedi wwworosia.it azienda)

ASSOCIAZIONE OROSIA

L’associazione si propone come luogo di studio e ricerca sulle relazioni e sugli stili e progetti di vita “alla ricerca dell’oro”(ORO-SIA) come ciò che può essere prezioso oggi a livello spirituale, culturale e umano.

Nella casa ogni 2-3  anni, si svolge il convegno “Conversazioni in Inverno su stili e progetti di vita”. I racconti dei relatori riguardano il loro modo di vivere ed i loro valori.

Nella casa a inizio Giugno si svolge un incontro per Giocare insieme all’aria aperta, incontrarsi tra amici, “Il Torneo di Orosia”

L’associazione Orosia promuove la raccolta di materiali multimediali inerenti alla propria ricerca

La casa sede dell’Associazione Orosia valorizza il progetto della Via Francigena su cui si trova geograficamente e di cui condivide idealmente il tema del pellegrinaggio.

Condividono e portano avanti  il Progetto dell’Associazione, oltre agli abitanti della casa di Orosia anche Soci esterni.

La vera opera

Può darsi che proprio quando non sappiamo più cosa fare
siamo arrivati alla nostra vera opera,
e che quando non sappiamo più dove andare
siamo arrivati al nostro vero viaggio.
La mente non perplessa non si adopera.
Il torrente ostacolato è quello che canta.

 Wendell Berry            

associazione@orosia.it          

OROSIA – ERBALUCE DAY

erbaluce dayGiovedì 26 maggio 2016

Esclusivo evento “ERBALUCE DAY” organizzato da Confagricoltura nel prestigioso Turin Palace Hotel di Torino.

vino bicchiere

Nella sala Campanini si è tenuta la conferenza stampa e molti gli ospiti invitati alla degustazione dell’Erbaluce di Caluso, guidata da Mauro Carosso, responsabile nazionale della didattica AIS.

vini

Presente il vino Erbaluce OROSIA di Bollengo insieme ad altri vini prodotti dalle aziende di Confagricoltura: Cantina della Serra (Piverone), Cieck (S. Giorgio Canavese), Cooperativa Produttori Erbaluce di Caluso (Caluso), Ferrando (ivrea), Fontecuore (S. Giorgio Canavese), Giacometto Bruno (Caluso), Gnavi Carlo (Caluso), La Masera (Piverone), Orsolani (S.Giorgio Canavese), Podere Macellio (Caluso), Santa Clelia (Mazzè).

bicchiere

Al termine, la degustazione si è spostata nella splendida terrazza.  Si è potuto assistere alla preparazione e alla cottura del riso che è stato servito insieme ad un menù finger food realizzato con i prodotti delle aziende di Confagricoltura.

La serata è stata coordinata da Anna Gagliardi.

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DONATO LANATI FIRMA OROSIA

 

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Donato Lanati

In prima pagina sulla Stampa di oggi 29 febbraio 2016 un bellissimo articolo su DONATO LANATI il migliore enologo che ha firmato le bottiglie del vino “Orosia – Fiore” 

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Emanuela Piovano e Donato Lanati

 

 

 

 

 

di Miriam Massone

“Nel Laboratorio del Monferrato dove il vino lo crea un robot

A Genesis manca solo la parola: il prototipo ha anche le antenne, sembra il cugino di Sphero Drone, il robot di Guerre Stellari, ma in realtà è un vinificatore unico al mondo, un capolavoro dell’ingegneria applicata al vino, partorito da quel genio del grappolo che è Donato Lanati, premio Oscar come miglior enologo nel 2015

Nel “laboratorio psichedelico” dove nasce il vino più buono di sempre

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ABBIAMO RACCOLTO LE CILIEGIE – “Le Finestre di Orosia”

il manifesto

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Abbiamo raccolto le ciliegie

13. 06. 2015

Abbiamo raccolto le ciliegie: sono sul tavolo, come nelle primavere dell’infanzia, quelle di alberi bianchi e rosa, ma stiamo in bizzarre giornate, quasi tropicali. Il cielo è grigio e umido e spazi di sole caldo si alternano a improvvisi oscuramenti e grandinate.

Noi umani cerchiamo di venire a patti con tempi difficili e grigi e il tempo li racconta a modo suo. Qui al co-housing è un perchè sereno, ma ci incontriamo poco; ognuno è assorto nelle proprie fatiche quotidiane. Si capisce subito che ci si impoverisce. Decidiamo di discuterne: siamo solo in quattro e si capisce subito che parlarne non serve, ma ci fa sentire vicini, L’Ernesto, postmoderno, considera obsolete le dimensioni dell’incontro: rischio, sforzo, gratuità, attesa, ed è convinto che le relazioni rimarranno solo se necessarie per il “il buon funzionamento” ed on-line, non più musica che accompagna la danza interpersonale: dall’arte alla tecnica dei legami. Ribatto che proprio la questione dei legami è interessante nel  “vivere insieme”. I legami nascono da bambini nel gioco, si costruiscono da giovani nello studio e nei sogni e, da adulti, si arricchiscono con il lavoro.

Negli eco villaggi e comunità intenzionali, giocare, studiare, lavorare insieme, ricama nell’oggi trame di tempo e spazio di queste età, senza perderne pezzi importanti. Lola nella testa e nel cuore ora le storie di immigrazione e ci invita a raccontare sottovoce le inquietudini, ringraziare ogni giorno per come stiamoe possibilmente assaporare il sio buon pane nero, appena uscito dal forno. Aurora è affancendata con la riorganizzazione della vigna: la questione è rendere operativi i propri valori.

Comincio a pensare che noi qui, stiamo vivendo la tematica più vasta e complessa dello smarrimento, del non riconoscerci più, noi comunità umane, nei paesaggi sinora attraversati e nelle mappa utilizzate. Forse mutazione della specie, non nell’arcata dentaria, ma di quella chiamata da secoli anima. Vado a parlarne con chi potrebbe fare chiarezza. Raggiungo il vivino monastero di Bose, sulla serra di Ivera. La comunità è nata nel 1965, anni vivaci e pieni di idee. E’ fondata da Enzo Bianchi che, allora studente, va ad abitare in casali contadini. Si sviluppa il clima innovativo di nuove comunità monastiche, come quella di Tiazè e tutta la ricerca spirituale e culturale di quel tempo. Nel Monastero di Bose uomini e donne, monaci e monache in saio bianco, – condividono preghiere, pasti, lavoro, attività intellettuale e artistica, silenzio, sobrietà, accoglienza, laboratori, casa editrice. Il rintocco delle campane, la meridiana con il suo sollecito scritto “Prima che il sole si oscuri”, la terra intorno, tutto, è bellezza e ordine coltivati da chi ha trovato qualcosa di essenziale da testimoniare ogni giorno. Torno a casa, ancora ristorata da quella quiete infinita. Bose mi insegna un legame immortale, fra noi e tra noi ed il mondo: il legame che nasce dalla cura di ogni cosa, di ogni creatura, del girno che arriva, dalla cura anche dei cambiamenti.

TORINO – IL VINO “OROSIA” PROTAGONISTA!

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Giornata dedicata all l’Erbaluce di Caluso, organizzata da Confagricoltura Torino con l’AIS, l’Associazione Italiana Sommelier.

Il vino OROSIA protagonista insieme al Cieck, Ferrando, Fontecuore, Gnavi Carlo, Giacometto, Ilaria Salvetti, La Masera,Orsolani, Podere Macellio, Santa Clelia, Castello di Azeglio, oltre alla Cantina della Serra e alla Cooperativa Produttori Erbaluce di Caluso.

Venerdì 5 giugno 2015 a Torino presso la sede AIS di via Modena 23 si è tenuta la conferenza stampa e l’esclusiva degustazione verticale riservata a giornalisti, enologi ed operatori dei settore.

La degustazione tecnica, introdotta da Domenico Tappero Merlo è sta guidata guidata da Mauro Carosso, delegato AIS di Torino e responsabile nazionale della didattica dei Sommelier che ha affrontato il tema della mineralità dei grandi vini bianchi da invecchiamento.
https://twitter.com/PiemonConfagri/status/616148428620496896

TUTTI CAMMINAVANO COSI’ – “Le Finestre di Orosia”

il manifesto

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Tutti camminavano così 

Susanna Cielo , 09.05.2015 ALIAS

Da set­ti­mane qui nel cohou­sing Lola non cena più con noi. Torna tardi la sera dal lavoro. Addio babà al rhum, addio caffè e chiacchiere.

Lola coor­dina un cen­tro SPRAR (Sistema Pro­te­zione Richie­denti Asilo e Rifu­giati). Lo SPRAR costi­tui­sce un pro­getto di cen­tri di acco­glienza per per­sone che fug­gono da zone di guerra, tor­tura e fame. È fina­liz­zato all’integrazione sociale ed eco­no­mica, e attual­mente deve sup­plire sem­pre più alle carenze del sistema pri­ma­rio e imme­diato dell’ acco­glienza (attuali CARA) per il numero cre­scente dei rifu­giati. Lola, con pas­sione, mi rac­conta che lo SPRAR oltre che a for­nire vitto e allog­gio, lavora per l’accesso ai ser­vizi socio-sanitari, per l’apprendimento dell’italiano, per l’istruzione sco­la­stica di adulti e minori, per pro­muo­vere inse­ri­mento lavorativo.

Impresa dif­fi­cile , quasi impos­si­bile ora che il numero richie­denti asilo è dive­nuta emer­genza quotidiana.

Dice che nel 2014 vi è stato amplia­mento nazio­nale dei posti SPRAR da 3000 a 14.000 posti e aggiunge: «ieri alle cin­que del mat­tino acco­glie­vamo 30 rifu­giati da Lam­pe­dusa, un viag­gio di 2 giorni in pull­man, senza con­tare i mesi di fuga in con­di­zioni dispe­rate dai loro paesi».

Parla Lola, donna forte, con gli occhi appan­nati di lacrime: «non puoi più dimen­ti­care: affa­mati, pochi cenci addosso, pezzi di gomma ai piedi, quando va bene. In fila con lo sguardo sperso, vuoto e tutti cam­mi­na­vano così…». Mi mostra quell’andare a pic­coli passi, brevi, ricurvi, lenti: «sai, lo stesso della gente nei lager, o nei mani­comi. Non so come faremo».

E il mio ricordo va gli anni 80 a Trie­ste, patria di Basa­glia, all’inizio del mio lavoro in Psi­chia­tria, ai con­ve­gni nella sala sul molo sfer­zata dalla bora, alle parole di Paolo Cen­don (Pro­fes­sore uni­ver­si­ta­rio di Diritto Pri­vato) sui diritti dei sog­getti deboli: «diritto alla vita, in primo luogo, all’integrità fisica e psi­chica, alla salute, alla libertà di movi­mento. Diritto a rice­vere le cure neces­sa­rie e non essere abban­do­nati durante la loro ese­cu­zione, a non subire trat­ta­menti vio­lenti». Quanto attuali quelle parole!

E narro a Lola quanta fatica e quanta tena­cia nella psi­chia­tria di que­sti decenni. E oggi i mani­comi sono chiusi. Il 19 Aprile appren­diamo di un’altra tra­ge­dia: ancora 900 rifu­giati muo­iono in uno dei viaggi del mare. Qui a Oro­sia la casa diventa vuota e silen­ziosa. Il buio si allarga den­tro e intorno. Apro le fine­stre a cer­care luce e le stanze si inon­dano delle imma­gini dei rac­conti di Lola. I pro­fili dei campi e delle mon­ta­gne non hanno più chia­rezza, non ci sono più colori. La terra sci­vola smar­rita nell’acqua scura. Quando scrivo è il 25 Aprile, giorno della libe­ra­zione: orgo­glio civile e sto­rie di corag­gio e dolore.

E oggi il Paese è libero. Sino a che ci saranno uomini e donne dispo­sti a sacri­fici per amore degli altri, della libertà e della giu­sti­zia, c’è spe­ranza di civiltà. È un per­corso che ogni volta va rein­ven­tato e rico­min­ciato, in con­di­zioni diverse. Erne­sto ci tiene sem­pre a festeg­giare que­sta gior­nata e pre­para pizza per tutti. Metto da parte una grossa e sapo­rita fetta per Lola. La tro­verà sta­sera, quando rien­tra, con un bigliet­tino: «razie e resi­sti. Un abbraccio».

SAN GIORGIO (TO) PRIMA EDIZIONE DEL MERCATO DELLA BIODIVERSITA’ NEL CANAVESE

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Per la prima Edizione del Mercato della Biodiversità del Canavese si è allestita un’enoteca all’interno del Museo Civico Nòssi Ràis che grazie
ai produttori vitivinicoli ed esperti sommelier si è potuto degustare ed acquistare i vini del territorio.

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Presente il vino “Orosia” Erbaluce di Caluso con la nuova produzione dall’etichetta OROSIA FIORE.

Un occasione per vedere il Museo Civico Nòssi Ràis, imponente esposizione di oggetti e documenti che ricostruiscono la tradizione che ben rappresentano il territorio

QUADERNOCLASSE

 

 

 

GIORNATA CROQUET 7 GIUGNO 2015

Torneo country di Croquet 2015

Domenica 7 Giugno 2015
ore 10,30 , Casa Magnolia, Bollengo(TO)

IL GIOCO DEL CROQUET Apprezzato per la sua natura che lo rende adatto sia a competizioni agonistiche che a mero divertimento tra amici, ha inoltre la particolarità di essere poco stancante, praticabile all’aria aperta sotto il sole e le giornate più belle e adatto ad ogni età ed ogni sesso.
Ottimo mezzo di socializzazione, favorisce ogni tipo di discorso, dai più banali sul tempo, ai più approfonditi sui passatempi, la letteratura e la filosofia.
E’ stato gioco inserito nei Mondiali nel 1900.

PROGRAMMA DETTAGLIATO DEL TORNEO
Programma:
10,30: torneo
12,30: pausa di riflessione
13,00: pranzo all’aperto
14,30: pausa di riflessione
15,00: continuazione torneo
18,00: Premiazione
18,30: pausa di riflessione e saluti
E’ gradita l’iscrizione di coppia, ma non è obbligatoria (se vi iscrivete da singoli sarete accoppiati comunque con grandi campioni e campionesse).
Vi chiediamo cortesemente di iscrivervi entro il 15 Maggio per questioni organizzative.
A chi dovete dare adesione alla partecipazione?
Segreteria Croquet Torneo Country Magnolia Primavera 2015.
Sig.ra Mazza Digiugno
casamagnoliabollengo@gmail.com
• Cosa dovete portare?
-cibarie da condividere
-scarpe da ginnastica
E se piove?
il torneo di volano viene sostituito con
pause di riflessione
Allora ,vi aspettiamo con gioia e speriamo nella vostra presenza.
Segreteria:
casamagnoliabollengo@gmail.com
Sig.ra Mazza Digiugno
Torneo Country Magnolia Primavera 2015.

Grazie e con affetto
Associazione OROSIA

ETNOGRAFIA DEL QUOTIDIANO – “Le Finestre di Orosia”

il manifesto

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Etnografia del quotidiano 

Susanna Cielo , 13.02.2015 ALIAS

Luana va e viene nel cohousing. Quando c’è ne senti il canto o la vedi nel cortile a chiacchierare. Pranza e cena di qui e di là, portando doni. Viaggia tra luoghi e amici. C’è il suo calendario ed i suoi tempi, non c’è un «saremo». C’è un passare, una passione che è un battito d’ali e poi numeri di telefono, contatti, saluti, notizie. Smirna, sai che c’è. Lei veglia sulle albe ed i tramonti della casa e la popola di gente e sogni anche quando è vuota. La vedi poco, ma se hai bisogno, puoi contarci. Questo diverso modo di abitare nel cohousing, tra «stabile» e «di transito», apre a questioni non solo di differenza tra anime, ma di concezione e identità del «cohousing». È un luogo «prima casa» o può essere anche solo di «appoggio», di rifugio, quando la propria vita è altrove? A Orosia, su questo, c’è discussione e destabilizzazione perché sono chiamate in causa organizzazione e regole. Ernesto inneggia alla libertà individuale pacifica. Per Lola «sapere essere presenti» è senza luogo e senza tempo, Anna e Rino propongono la trilogia del rispetto della differenza, tolleranza e accoglienza. La tensione cresce quando Aurora porta esempi di spreco, disordine, abbandono di oggetti e luoghi, di un abitare senza attenzione e cura.La Olga ha mal di testa: si scusa, ma questi disaccordi la ammutoliscono. Da lì in poi l’ombra del secolare conflitto tra proprietà privata ed in comune, come invisibile uragano, inghiotte il gruppo. Francesca Guidotti, Presidente di Rive (Rete italiana dei villaggi ecologici) scrive di responsabilità. Propone la lettura di Etnografia del quotidiano, libro scritto da Marco Aime, professore di Antropologia culturale all’Università di Genova. l’idea è che la responsabilità al giorno d’oggi sia stata privata del suo significato originale e declassata come valore morale e sociale con la conseguente proliferazione di esseri umani incapaci del «prendersi cura» o del compito affidatogli. Per Francesca la responsabilità è valore di base, senza il quale non è possibile creare comunità. Se nel gruppo ognuno non si prende responsabilità di parola e azione, i conflitti proliferano. Responsabilità come chiarezza, ma anche come lungimiranza. Citando il filosofo tedesco Hans Jonas, Guidotti ricorda che ogni scelta e atto umano deve tenere presente le conseguenze future volendo conservare e migliorare questo mondo. E questo è poi il senso ultimo delle attuali culture pacifiste, ecologiste e sociali. Guardo la serra ed il cielo stellato. Nei ’70 della mia adolescenza, era convinzione che incontrarsi per strade e luoghi diversi, condividere lo zaino e qualche notte, fosse importante per fondare un mondo nuovo. Più che di un mondo nuovo oggi sento il bisogno di un mondo migliore, di poter contare su persone che accettino e supportino le mie fragilità e coltivare la resistenza e generosità per farlo a mia volta: mi tranquillizza un mondo concepito così. Forse è invecchiare o forse, come dice Francesca è venuta l’ora di esercitarci nella responsabilità, e che sia la «buona garanzia» dei nostri progetti.