I GIORNI DI OROSIA 2020 | 4a EDIZIONE | BOLLENGO 21 – 22 | TORINO 23 MARZO

13 febbraio 2020

In attesa di alcuni preziosi aggiornamenti, ecco intanto un programma di massima.

Con la preghiera di prenotarvi quanto prima per la giornata di sabato, che come sapete ha una disponibilità limitata a 60 posti,  e per il pernottamento eventuale.   

Scrivete a eventi@orosia.it  o telefonate a Emanuela 3356787686

I GIORNI DI OROSIA 2020

4a edizione 

 Bollengo 21 – 22   Torino 23 marzo 

I GIORNI DI OROSIA si svolgono a Bollengo, Ivrea, sabato 21 e domenica 22 marzo, in una due giorni di incontri, riflessioni, cinema, degustazioni, sul tema dell’abitare. Quest’anno l’evento viene prolungato il 23 al cinema Massimo di Torino.

OROSIA è un progetto nato più di 30 anni fa, quando un gruppo di amici – tutti nipoti di contadini e convinti che i luoghi in via di spopolamento andassero custoditi e riscoperti – si trasferisce da Torino a Bollengo, seguendo una scia culturale che il sociologo Bonomi descrive come I Ritornanti. Il progetto ha il suo centro a Villa Magnolia, una villa seicentesca, già appartenuta a Olivetti, dove si attua uno stile di vita co-housing, mentre nella vigna adiacente si coltiva il Caluso Erbaluce docg “Orosia”, da quest’anno definitivamente biologico. 

Dal 2000, ogni due anni, i residenti di Casa Magnolia organizzano le “Conversazioni in inverno su stili e progetti di vita”. 

SABATO 21 Marzo  l’incontro, dal titolo ABITO A VITA LARGA, solitamente destinato ai soli abitanti della Magnolia e a personalità del mondo della cultura ospiti, da 2 anni è aperto anche visitatori esterni.

Abitare come cucire, vestire e custodire la nostra vita. Come Beppe Trompetto, che dopo essersi preso cura degli umani come medico, abita con tanti animali e si occupa di botanica. Come Rocco Montagnese e Daniela Bodda che donano le loro competenze di ingegnere e medico per costruire un abitare buono per malati terminali a Capo Verde. Come sorella Elisabetta Galli che abita nel monastero di Bose, come Matteo Bertolotti che ci racconta dell’abitare le cime più alte delle montagne.  Come Amedeo Fago, scenografo e regista, in rotta verso una chiesa teatro. E poi i racconti di Alfredo Camozzi e Amy Kabat, membri storici di Bagnaia, infine Francesco, Paolo e Mavia del collettivo Altrove, un invito a disegnare nuovi modelli relazionali ed economici in un borgo rurale. 

La formula consiste nell’invitare alcune persone a raccontare la propria esperienza di vita.  Le persone vengono scelte tra gli amici e gli amici degli amici con un filo affettivo di corrispondenze e interessi in comune. Ma spesso anche persone che hanno fatto scelte opposte ma in qualche modo esemplari. Nella cucina della grande casa viene allestito un piccolo palco e gli abitanti della Magnolia insieme ai soci di Orosia costruiscono un filo conduttore del convegno teatrale e musicale, che intervalla gli interventi.  Il tema monografico che dà il titolo alle varie edizioni non è un vero e proprio tema ma uno spunto.

La sera, famosa polentata della Pro Loco e concertino ancora da definire.

DOMENICA 22 Marzo, nella Nuova Torre di Bollengo una giornata di convegni e riflessioni gratuita e aperta al pubblico su COLTIVARE CULTURE:  La cultura del vino biologico nel confronto aperto tra CANTINA DELLA SERRA e OROSIA, alla presenza di esponenti e dirigenti dei principali organi di categoria: CONFAGRICOLTURA; COLDIRETTI; CIA; enologi e tecnici delle due cantine. Ma, trasversalmente, Coltivare culture è anche la quarantennale cura che Tullio Masoni, prima, e Alberto Zanetti, oggi, entrambi critici di Cineforum, hanno messo nel coltivare la prestigiosissima biblioteca di Sant’Ilario d’Enza, ieri e oggi. 

Come sia possibile fare cultura con i grandi protagonisti anche a chilometro zero, come ciò sia sempre più necessario. E allora ecco una proposta nel 2020: UNA CASA d’AUTORE a km0: Francesco Ranieri Martinotti, presidente dell’Associazione Nazionale Autori Cinema, insieme ai soci Steve della Casa e Caterina Taricano, e al direttore della Film Commission Torino Piemonte Paolo Manera interverranno per proporre una sede Piemonte dell’Associazione.

Al pomeriggio la proiezione di due film propone riflessioni sulle grandi inquietudini e ricerche dell’abitare di eremiti o in comunità: “Voci dal silenzio” alla presenza dei registi Joshua Wahlen e Alessandro Seidita e “La Comune di Bagnaia – Un frammento di utopia” alla presenza dei registi Salvatore Piscicelli, Carla Apuzzo, Huub Nijhuis.

Infine verrà presentato “Le Finestre di Orosia – Buone relazioni a Bagnaia 2019”

Le finestre di Orosia è una rubrica che appare ogni secondo sabato del mese su ALIAS, supplemento culturale del quotidiano IL MANIFESTO. Voluta da Silvana Silvestri, redattore capo di Alias, è redatta da Susanna Cielo, fondatrice e animatrice del cohousing e del progetto Orosia.

In questo teaser si vedrà una sintesi delle interviste che sono state raccolte nel luglio 2019 alla riunione degli Ecovillaggi Europei ed Italiani nella comunità di Bagnaia in Toscana. 

LUNEDÌ 23 Marzo  l’esperienza continua al CINEMA MASSIMO DI TORINO, grazie alla nuova partnership con il Museo Nazionale del Cinema che lo programma.

Molti gli ospiti anche il lunedì, prezzo di un biglietto cinema.

I giorni di Orosia vengono riproposti in una maratonina dalle 15,00 alle 23 con l’aggiunta di due chicche inedite. Quattro corti del grande regista e documentarista recentemente scomparso Luciano EMMER, che sembrano creati apposta per il tema ABITO A VITA LARGA.  Si tratta dei Caroselli girati per Cori negli anni sessanta che vede sfilare alcune attrici e modelle alla scoperta delle case di VIP. Presentati dalla responsabile dell’Archivio Nazionale Cinema di Impresa di Ivrea Elena Testa e dallo studioso di Emmer, neo eletto Direttore Torino Film Festival Stefano Francia di Celle.

A chiudere l’anteprima nazionale del film di Jean Louis COMOLLI LA CECILIA, storia di una comune anarchica fondata da italiani in Brasile nell’0ttocento, con Maria Carta e Vittorio Mezzogiorno.  Il film, del 1976 verrà rieditato e distribuito dalla Kitchenfilm. Precederà la proiezione una intervista filmata a Comolli a cura di Adriano Aprà che tradusse i dialoghi del film e sarà presente per raccontarci quell’avventura. Alle 20,00 degustazione del vino biologico OROSIA (Caluso Erbaluce DOCG).

I GIORNI DI OROSIA sono realizzati in collaborazione con il Comune di Bollengo, Pro Loco di Bollengo, Film Commission Torino Piemonte, Archivio Nazionale Cinema di impresa, Centro Sperimentale di Cinematografia, Museo Nazionale del Cinema di Torino, Coldiretti, Confagricoltura, Consorzio Erbaluce e Carema, Cascina dell’Allaas, Ass.ne ” La Via Francigena di Sigerico ” di Ivrea.

La Serra di Ivrea si impone per bellezza e storia, un’enclave fortunata, ricca di storia e cultura, ma anche di colture, in particolare di vitigni riscoperti di recente, tra cui il mitico Erbaluce. Distese di terra coltivata magistralmente, con un paesaggio mozzafiato davanti e la via Francigena che scorre accanto a ricordare il passato. E Bollengo è un centro denso di risonanze, dove i vini maturano nelle botti e gli abitanti hanno respirato l’aria di Olivetti e ora – a un passo da Bose, co-housing monacale fondata da Enzo Bianchi – vivono l’esperienza di “mettersi in mostra”.

Segreteria organizzativa   Siria: 393 0981290

I GIORNI DI OROSIA 2019 | FOTO 2^ GIORNATA

17 marzo 2019

La seconda giornata dei  I giorni di Orosia 2019“ si è tenuta nella Sala della Torre di Bollengo con la presenza di : Emanuela Piovano, regista, per kitchenfilm e ideatrice dei Giorni di Orosia _Sergio Luigi Ricca, sindaco di Bollengo_ Dominique Marchais, regista_ Roberto Li Calzi, produttore agrumi e fondatore del consorzio Le Galline Felici_Ercole Zuccaro, direttore Confagricoltura Torino – Susanna Cielo,  Progetto Orosia_Elena Testa, responsabile dell’Archivio Nazionale Cinema di Impresa_Renato Lavarini, coordinatore del sito UNESCO “ Ivrea, città industriale del XX secolo_ Armando Michelizza  già Assessore alla Cultura di Ivrea _Anna Kauber, regista- Alessandro Gaido, Presidente Piemonte Movie già fondatore di Glocal Film Festival.

CINEMA E INCONTRI

Convegno “La buona vita”.

Film “Nessun Uomo è un’ isola” di Dominique Marchais distribuito per l’Italia da Kitchenfilm.

Corti: “Il Dopolavoro di Fiat, Edison e Olivetti” dell’Archivio Nazionale Cinema di Impresa, il primo dei quali a firma di un giovanissimo Ermanno Olmi, formatosi proprio alla Edison come documentarista.

Film “In questo Mondo” vincitore della sezione DOC del Torino Film Festival 2018 di Anna Kauber.

 

3^ EDIZIONE | I GIORNI DI OROSIA 2019 | 16 -17 MARZO BOLLENGO (TO)

PROGRAMMA DEFINITIVO

La novità di questa terza edizione 2019 consiste nell’unire al convegno pubblico quello privato.

Da più di vent’anni la costituenda associazione OROSIA organizza un incontro dal titolo “Conversazioni in Inverno su stili e Progetti di vita” all’interno della CASA MAGNOLIA a Bollengo, residenza dei soci. In questa occasione viene allestito un piccolo palco in “cucina” dove alcuni personaggi scelti raccontano le loro storie alla presenza di 60 invitati.  Gli abitanti della Magnolia, animatori di Orosia, intervengono con un filo conduttore teatrale e musicale, facendo a loro volta il punto sull’anno passato insieme.

A questo evento dal 2017 si è affiancato il convegno I GIORNI DI OROSIA, in collaborazione con il Comune di Bollengo e la Pro Loco. Qui la riflessione sugli stili di vita si allarga a comprendere riflessioni sul territorio, i rapporti con il locale, il racconto più ufficiale di enti e personalità impegnati nella sua valorizzazione e scoperta.

Quest’anno il convegno privato sarà per la prima volta aperto al pubblico, e alcuni dei 60 posti saranno messi a disposizione per chiunque voglia prenotarsi.

SABATO 16 MARZO  BROCHURE DEL 16 MARZO

Ore 14,30 presso CASA MAGNOLIA – Apertura del convegno dal titolo “IN UN VANO PENSIERO” – Conversazioni in Inverno su stili e progetti di Vita.

Possono partecipare soltanto gli invitati e i prenotati a ingresso libero.

  • Interventi fino alle 20,00
  • Ore 20,30 Cena a cura della Pro Loco

DOMENICA 17 MARZO  BROCHURE DEL 17 MARZO

Ore 10,00 – presso la NUOVA TORRE di Bollengo – Apertura dell’evento dal titolo “LA BUONA VITA” – I GIORNI DI OROSIA 2019.

Ore 10,15 – Proiezione del film di Dominique Marchais NESSUN UOMO È UN’ISOLA, alla presenza del regista.

Ore 11,45 – Tavola rotonda con il regista, uno dei protagonisti italiani del film: Roberto Li Calzi della cooperativa agricola LE GALLINE FELICI di Catania e Ercole Zuccaro, Direttore Confagricoltura Torino.

Ore 12,30 – Viti”culture” a rapporto: Ilaria Salvetti racconta il suo Passito di Caluso Bio.

Ore 13,00 – Degustazione di Orosia, Salvetti e  Street Food davanti alla NUOVA TORRE a cura di Martino Motta Fré e Cascina dell’ALLAAS (Miasse e prodotti locali).

Ore 14,30 – Apertura della seconda parte del convegno: Susanna Cielo racconta il progetto Orosia

Ore 15,00 – Elena Testa, responsabile Archivio Nazionale Cinema di Impresa racconta i tre corti: IL DOPOLAVORO in tre realtà imprenditoriali: FIAT, OLIVETTI,EDISON con un inedito di Ermanno Olmi.

Ore 16,00 – Tavola rotonda COLTURE,CULTURE, MANIFATTURE:  PERCHÉ UN LUOGO È MEMORABILE  alla presenza del Sindaco di Ivrea Stefano Sertoli, del Sindaco di Bollengo Sergio Luigi Ricca, del coordinatore del Sito UNESCO “Ivrea, città industriale del XX secolo”, Renato Lavarini e di Armando Michelizza, già assessore alla cultura di Ivrea.

Ore 17,00 – Proiezione del film vincitore della sezione doc del Torino Film Festival 2018, IN QUESTO MONDO di Anna Kauber, alla presenza della regista e di Alessandro Gaido, presidente Piemonte Movie già fondatore di Glocal Film Festival.

Ore 18,30 – Chiusura dei lavori.

 

COSA SONO “I GIORNI DI OROSIA”?

banner-i-giorni-di-orosia-_2017-18-19

BREVE STORIA DEI GIORNI DI OROSIA

I giorni di Orosia sono l’emanazione “pubblica” del convegno privato “Conversazioni in inverno su stili e progetti di vita”, che si svolge a Bollengo in provincia di Torino presso Casa Magnolia fin dal 2000. La sua formula consiste nell’invitare alcune persone a raccontare la propria esperienza di vita generalmente l’ultimo fine settimana dell’inverno, subito dopo Carnevale.

Le persone vengono scelte tra gli amici e gli amici degli amici con un filo affettivo di corrispondenze e interessi in comune. Ma spesso anche persone che hanno fatto scelte opposte ma in qualche modo esemplari. Nella cucina della grande casa viene allestito un piccolo palco e gli abitanti della Magnolia insieme ai soci di Orosia costruiscono un filo conduttore del convegno teatrale e musicale, che intervalla gli interventi. Il tema monografico che dà il titolo alle varie edizioni non è un vero e proprio tema ma uno spunto, in genere grottesco o fiabesco, che ogni volta ripropone in chiave buffa l’aggiornamento del viaggio dei coabitanti della Magnolia alle prese con la loro quotidianità sui generis. (Nell’astronave ad esempio sono singolari astronauti, in Angeli e pepite cercatori d’oro: oro-sia l’oro che è in noi, quest’anno IN UN VANO PENSIERO li vedremo chiusi dentro ad un armadio tremanti di paura fino all’imprevisto epilogo…) L’evento dura un sabato pomeriggio e una domenica mattina e ha cadenza periodica non regolare. I posti a sedere sono 60. La sera c’è sempre una festa e in genere uno spettacolo musicale (un anno 20 fisarmoniche, un altro una pianista compositrice, un altro ancora una corale).

Dal 2017 si affianca un convegno che si svolge nella sala comunale della Nuova Torre di Bollengo e sul piazzale antistante. In collaborazione con il Comune di Bollengo, la Pro Loco, e con svariati patrocini tra cui Confagricoltura, Coldiretti, Consorzio dei produttori dell’Erbaluce e del Carema, Piemonte Torino Fim Commission, Archivio Nazionale del Cinema di Impresa – Cineteca Nazionale di Ivrea, il convegno è aperto al pubblico e prevede sempre tavole rotonde e proiezioni in anteprima, nonché degustazioni e presentazioni di produttori indipendenti locali. Nel 2018 è stata anche proposta una passeggiata alla scoperta dei luoghi, e ad ogni stazione corrispondeva un piccolo evento.

  CONVERSAZIONI IN INVERNO SU STILI E PROGETTI DI VITA

(SETTE Edizioni)

  1. Nel 2001 in “NELLA CASA SULLA TERRA” abbiamo raccontato la “storia illustrata” di questa esperienza di convivenza di casa magnolia raccolta nei 4 quaderni dal titolo “nella casa sulla terra” dagli anni 70 ai 2000
  2. Nel 2005 con “FIABA ” abbiamo raccontato il viaggio dei nostri personaggi in astronave, alle soglie di un cambiamento del mondo, per altri pianeta alla ricerca di non so che , un non so che troveranno solo tornando alla loro casa nel loro pianeta e che si manifesta come un filo quasi invisibile che parte dal tetto della casa verso il cielo.
  3. Nel 2007 con “LUOGHI DI CASA” si festeggia con musica e canzoni tutte sulla casa , il senso di questa come luogo di gioia, protezione e affetti .
  4. Nel 2012 con “BUSSOLE SPAZIALI”, i nostri sono nuovamente impegnati in un viaggio per cercare una bussola che possa guidarli nel loro pellegrinaggio diventato arduo e confuso. Finisce bene. Troveranno una bussola d’oro a forma di stella.
  5. Nel 2014, con “ANGELI E PEPITE “, forse anche grazie alla bussola spaziale, gli abitanti partono con amici, come all’epopea del far West, alla ricerca dell’oro in un disperato tentativo di una ricerca collettiva di un NOI e di oro come metafora di ciò che può essere oggi prezioso. Con avventure stravolgenti in climi impossibili l’oro viene trovato ed i nostri intonano la loro canzono OROSIA.
  6. Nel 2017 con il convegno “IL CORO NELLA NEVE” si racconta la loro avventura che si lega alla neve. Ed inizia il loro viaggio bianco, Con i compagni alla ricerca dell’ oro , ricordate angeli e pepite?, ci si è PERSI DI VISTA di vista tra le strade della propria storia personale. E così gli abitanti di casa magnolia, con una quasi illeggibile mappa, vagano nei campi bianchi dell’inverno. E si mettono in ascolto ed in dialogo con quel bianco, come strada che parla di tutto ciò che è stato e di tutto ciò che potrà essere. Ma diventa un canto corale in Karaoke con il pubblico del convegno, che sciogle la neve e porterà tutti in carrozza di cavalli al paese per iniziare un dialogo con il paese sui temi cari a Orosia: la vita insieme, la cura della terra , del paesaggio ed il pellegrinaggio, quello della via Francigena
  7. 2019 – IN UN VANO PENSIERO – Tutto da scoprire.

  I GIORNI DI OROSIA

(TRE Edizioni)

“I giorni” e non le giornate, dalle Opere e I giorni di Esiodo, piccolo trattato eterno dell’età dell’oro dove le culture e le colture coesistevano in armonia

  1. 2017 – DAL PAESAGGIO A TERRITORIO
  2. 2018 – IL PELLEGRINAGGIO
  3. 2019 – LA BUONA VITA

LE FINESTRE DI OROSIA

Dal 2016 il secondo sabato di ogni mese il supplemento culturale del quotidiano IL MANIFESTO ospita la rubrica LE FINESTRE DI OROSIA.

Qui una delle fondatrici del progetto Orosia, Susanna Cielo, racconta ogni volta un fatto interno al co-housing (le mille sorprese di un quotidiano aperto all’andirivieni di amici e coabitanti, tutti animati dallo spirito di una tribù colorata e pensante, eco-villica!) e un fatto esterno (libri, temi di cronaca, eventi)

Ecco alcuni personaggi pubblici che hanno partecipato agli eventi:

Dalla teologa Adriana Zarri al comico scrittore Bruno Gambarotta, l’ex sindaco di Ivrea professor Giovanni Maggia alla Pastora Valdese Daniela Di Carlo, dalla direttrice di RIVE (Rete italiana Ecovillaggi) redattrice della rivista AAA TERRA NUOVA Francesca Guidotti al sociologo Aldo Bonomi studioso del fenomeno dei RITORNANTI (come Van der Sfroos o Cognetti). Hanno inoltre partecipato personaggi della cultura come Elisabetta Sgarbi, Marina Jarre, dello spettacolo, come Mita Medici (indimenticabile il suo racconto di Stromboli dove ha una casa da parecchi anni), del cinema come il documentarista Piero Cannizzaro, il regista francese pluripremiato e più giovane del 2018 Hubert Charuel.

Sono stati infine presentati in anteprima alcuni film della Kitchenfilm e di altre produzioni indipendenti come la Nomad o la CINEAMA.

I CO-ABITANTI

Essendo un co-housing (si veda la bella guida di Francesca Guidotti) la compagine degli abitanti è cambiata spesso in questi quasi 40 anni! (co-esistiamo dal 1979, prima in Valchiusella poi a Bollengo dal 1986).

Il nucleo storico da circa 15 anni è composto da Susanna Cielo, medico psichiatra, Giulia Bonavolontà, imprenditora di cooperative sociali, Matteo Michelizza, fisioterapista, Emanuela Piovano, regista.

Tutti lavorano nei pressi di questo territorio e hanno nella Magnolia la loro prima casa, tranne Emanuela che ha la vocazione del commesso viaggiatore e quindi risiede a Roma, ha aperto da poco una finestra a Parigi, ma ha qui il suo cuore. E anche la gola, e il sudore, dato che dal 2009 insieme al vicino Armando coltiva un vigneto di Erbaluce che il CIECK (storico produttore) vinifica nel famoso OROSIA.

IL PROGETTO OROSIA 

E’ una costituenda associazione culturale, di studio, ricerca e promozione i cui principi sono elencati a parte. Dovrebbe comprendere e riunificare le varie attività cui si dedicano i coabitanti della Magnolia a Bollengo. Tra l’altro, nelle annate quando non si fanno le conversazioni, spesso si organizza un raduno semi- sportivo (Torneo di Volano, o di Croquet, o altro) in estate, occasione di incontro con lo “zoccolo duro” di coloro che seguono le Conversazioni e che in un prossimo consolidamento costituirebbero i soci. Tutto all’insegna della condivisione e della ricerca di stili di vita solidali, sostenibili, sognanti.

ABBIAMO RACCOLTO LE CILIEGIE – “Le Finestre di Orosia”

il manifesto

logo finestre di orosia

Abbiamo raccolto le ciliegie

13. 06. 2015

Abbiamo raccolto le ciliegie: sono sul tavolo, come nelle primavere dell’infanzia, quelle di alberi bianchi e rosa, ma stiamo in bizzarre giornate, quasi tropicali. Il cielo è grigio e umido e spazi di sole caldo si alternano a improvvisi oscuramenti e grandinate.

Noi umani cerchiamo di venire a patti con tempi difficili e grigi e il tempo li racconta a modo suo. Qui al co-housing è un perchè sereno, ma ci incontriamo poco; ognuno è assorto nelle proprie fatiche quotidiane. Si capisce subito che ci si impoverisce. Decidiamo di discuterne: siamo solo in quattro e si capisce subito che parlarne non serve, ma ci fa sentire vicini, L’Ernesto, postmoderno, considera obsolete le dimensioni dell’incontro: rischio, sforzo, gratuità, attesa, ed è convinto che le relazioni rimarranno solo se necessarie per il “il buon funzionamento” ed on-line, non più musica che accompagna la danza interpersonale: dall’arte alla tecnica dei legami. Ribatto che proprio la questione dei legami è interessante nel  “vivere insieme”. I legami nascono da bambini nel gioco, si costruiscono da giovani nello studio e nei sogni e, da adulti, si arricchiscono con il lavoro.

Negli eco villaggi e comunità intenzionali, giocare, studiare, lavorare insieme, ricama nell’oggi trame di tempo e spazio di queste età, senza perderne pezzi importanti. Lola nella testa e nel cuore ora le storie di immigrazione e ci invita a raccontare sottovoce le inquietudini, ringraziare ogni giorno per come stiamoe possibilmente assaporare il sio buon pane nero, appena uscito dal forno. Aurora è affancendata con la riorganizzazione della vigna: la questione è rendere operativi i propri valori.

Comincio a pensare che noi qui, stiamo vivendo la tematica più vasta e complessa dello smarrimento, del non riconoscerci più, noi comunità umane, nei paesaggi sinora attraversati e nelle mappa utilizzate. Forse mutazione della specie, non nell’arcata dentaria, ma di quella chiamata da secoli anima. Vado a parlarne con chi potrebbe fare chiarezza. Raggiungo il vivino monastero di Bose, sulla serra di Ivera. La comunità è nata nel 1965, anni vivaci e pieni di idee. E’ fondata da Enzo Bianchi che, allora studente, va ad abitare in casali contadini. Si sviluppa il clima innovativo di nuove comunità monastiche, come quella di Tiazè e tutta la ricerca spirituale e culturale di quel tempo. Nel Monastero di Bose uomini e donne, monaci e monache in saio bianco, – condividono preghiere, pasti, lavoro, attività intellettuale e artistica, silenzio, sobrietà, accoglienza, laboratori, casa editrice. Il rintocco delle campane, la meridiana con il suo sollecito scritto “Prima che il sole si oscuri”, la terra intorno, tutto, è bellezza e ordine coltivati da chi ha trovato qualcosa di essenziale da testimoniare ogni giorno. Torno a casa, ancora ristorata da quella quiete infinita. Bose mi insegna un legame immortale, fra noi e tra noi ed il mondo: il legame che nasce dalla cura di ogni cosa, di ogni creatura, del girno che arriva, dalla cura anche dei cambiamenti.

NATALE SENZA NEVE ” Le finestre di Orosia”

il manifesto
logo finestre di orosia

Natale senza neve

Susanna Cielo, 10.01.2015 ALIAS

Oggi è vigilia di Natale e qui sulla serra del bianco e del rosso di Babbo Natale neanche l’ombra. Dunque vado a cercarlo: almeno qualche orma di renna. Me ne vado in un’aria nebbiosa e fredda sotto un cielo grafite ornato da trame di rami spogli. Il bosco è scuro e fermo. Il passo avanza su terra dura, con solchi fangosi di trattore. Gracchìo di cornacchie. C’è qualcosa di antico. Percorrere sentieri che uniscono luoghi e persone, è come percorrere storie. Ed in questa mappa di sentieri, luoghi e storie non c’è solitudine: mi sento viva, nel mondo con le altre creature umane. I pensieri scorrono tranquilli. Ripasso nella mente Auguri e doni alle persone care per non dimenticarne qualcuna. Natale è festa cristiana per la nascita di Gesù; per i non credenti è la festa in cui si scambiano doni. Nel Co-housing regali fra noi e ognuno trascorrerà il Natale con la propria famiglia «di sangue», da tradizione. Ormai da tempo abito qui. Bilancio. Vivere «bene» in una casa con altre persone, in famiglia o convivenze, è un grande dono che ci facciamo, anche se costa molto. I legami richiedono attenzione, tempo e cura, altrimenti appassiscono. È come occuparsi dell’orto: bagnare, smuovere la terra, togliere le erbacce. Vivere con le persone è complesso, richiede regole e rispetto di queste, responsabilità, amore e pazienza. Un gruppo sta bene se ognuno dà un po’ più di quanto prende. È vitale affrontare i conflitti, ma che fatica e impegno per arrivare ad un bene comune. Qui a Orosia, il luogo è anche un grande dono. Avevo presente quanto noi si possa trasformare un luogo, ma non sapevo quanto un luogo trasformi noi e permetta di conoscerci meglio. Qui incontro tracce dell’ infanzia, sogni dell’adolescenza, ed ora intuisco la saggezza. E di questo, nel co-housing, c’è chi ringrazia e contraccambia dedicando al luogo cure e bellezza: Lola in queste Feste ha addobbato un pino nella grande cucina e la casa è tutta ninnoli natalizi e dolci fatti in casa. E Aurora, aiutata da Aldo e Nora, si occupa della vigna e della terra componendo armonie tra paesaggio e storia locale del territorio. Di Babbo Natale nessuna traccia. Questo è un Natale povero e triste in Italia e nel mondo. Poca giustizia e ancora guerra. Dal 2014 al 2018 ricorre il Centenario della Prima Guerra Mondiale. Quasi 100 natali fa, nel 1916, Ungaretti, tornato a casa in licenza dal fronte della Prima Guerra Mondiale, scrive la poesia Natale: «Non ho voglia di tuffarmi in un gomitolo di strade/ Ho tanta stanchezza sulle spalle/lasciatemi così come una cosa posata in un angolo e dimenticata/Qui non si sente altro che il caldo buono/ Sto con le quattro capriole di fumo del focolare» Non può fare festa: ha negli occhi e nel cuore le atrocità della guerra. E oggi, di nuovo, ancora guerre. In questo bosco infinito e disabitato, che sto attraversando, chissà quanto dolore di guerra e di umani . Forse neanche Babbo Natale ce la fa più e non verrà. Poi il bosco si assottiglia, Il paesaggio si apre e la strada mi riporta in paese. Nella piazza c’è il mercatino di Natale: canti natalizi, calore di candele colorate, cioccolata calda, oro e rosso, gioia e mistero nei bambini. Lievi sorrisi nei grandi che diventeranno nella notte Babbo Natale, per continuare nelle generazioni la celebrazione di una attesa profonda e infinita di gioia insieme, attraverso il dono. Allora Natale è un abbraccio in noi e fra noi. Allora, io, Babbo Natale continuo a cercarti, aspettarti, crederci, perché racconti di generosità e speranza e per tutti. E aspetto anche la neve.